Comune di San Basile - Storia e galleria fotografica

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Come la maggior parte dei territori di ambito calabro-lucano e a ridosso del Pollino, anche il sito di San Basile fu interessato -tra il X e l'XI secolo- dalla presenza di numerosi insediamenti monastici italo-bizantini; pertanto, nel vasto territorio castrovillarese era presente uno di questi monasteri chiamato San Basilio craterete o de craterete o de crathereto, o pi¨ semplicemente San basilio di Castrovillari.

Esso divenne in breve, grazie alle pertinenze, ai privilegi e ai lasciti acquisiti, il fulcro del territorio circostante tanto che il borgo ne desunse il toponimo.

Il primo nucleo abitato sorse verosimilmente nel IX secolo e, nel 1473, con l'arrivo dei profughi albanesi si implement˛ notevolmente e la sua popolazione accrebbe.
La prima fonte che conferma la presenza dell'antico monastero Ŕ relativo alla raccolta di decime negli anni 1274 e 1279 in cui si legge che "l'abbate di S. Basilio de craterete ha versato un'oncia al Collettore".
Le informazioni pi¨ consistenti sul monastero e sul borgo si hanno relativamente al XV secolo allorquando il paese pare registrasse 16 fuochi, ai cui componenti, nel 1510, era stato concesso dal Vescovo di Cassano di coltivare le terre circostanti al monastero.

La vicenda feudale di San Basile Ŕ legata ai duchi di Castrovillari e ai principi di Bisignano, i Sanseverino, per finire, dal 1520 al 1579 al conte di Cariati Giovan Battista Spinelli e ai suoi discendenti.
Un'ulteriore vendita avvenne a favore dei Sanseverino tuttavia il feudo fu coinvolto nella rovinosa caduta della famiglia e, verso il 1620, San Basile pass˛ nuovamente agli Spinelli che ne detennero il potere fino all'eversione della feudalitÓ.

Tra le peculiaritÓ del paese, quella di custodire gelosamente usi e costumi dell'antica tradizione albanese Ŕ la principale; alcune donne conservano ancora l'abito tipico che fino a qualche decennio fa veniva regolarmente utilizzato in occasione delle principali ricorrenze e festivitÓ.

Il patrimonio storico-artistico annovera Beni di consistente bellezza e importanza a cominciare dalla badia e antica chiesa di San Basilio Craterete, ovvero il monastero. Si tratta di un complesso monastico dedicato alla Madonna Odigitria nel quale ancora oggi si conserva il rito greco cattolico.
Edificato in piena temperie bizantina (X-XI secolo) verosimilmente dai monaci basiliani transfughi dall'Oriente, si tratta di un imponente edificio frutto di numerosi rifacimenti che in tanti punti ne modificano la lettura architettonica.
Accanto ad opere recenti di artisti albanesi Ŕ da notare l'affresco settecentesco raffigurante San Basilio tra San Nilo da Rossano e San Bartolomeo da Rossano, opera di Partesio Pamlik.

La chiesa parrocchiale Ŕ intitolata a San Giovanni Battista, visibile in una delle statue lignee in essa presenti, e colpisce per la presenza di numerose opere d'arte: gli affreschi della volta, l'iconostasi finemente decorata, le tele settecentesche raffiguranti San Basilio (ispirato ad un'antica icona bizantina) e la Madonna del Mutuo Soccorso; le cappelle di San Gennaro, San Francesco di Paola e la Madonna del Rosario e, in facciata, tre bellissimi portali decorati con stucchi.

Nel borgo sono presenti, inoltre, la cappella di Sant'Anna nella quale Ŕ custodita un'antica icona della Santa con in braccio la Madonna e, relativamente all'architettura civile, il palazzo Tamburi nel quale esiste ancora la cappella gentilizia.

Testi e foto tratti da provincia.cs.it/retemuseale
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